L’Alchimista

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Ancora una volta, il sogno si era ripetuto. Ancora una volta, non vi era stato un finale. Ma poco importava.

Santiago aveva le sue amate pecore, un po’ di vino e la pesante giacca per i freddi crepuscoli andalusi. Nessuna dimora, nessun affetto, nessun posto si ripeteva nella vita del giovane pastore.

La sua scelta era stata da sempre una, inequivocabile: viaggiare. Così aveva trascorso la sua vita sin’ allora, cercando di costruire, giorno per giorno, ciò che definiva libertà.

Una sera, mentre leggeva attendendo il calare del sole, conobbe un anziano. Un vecchio Re, si definiva. Parole mai udite gli giungevano da quelle rugose labbra, che narravano di simboli, di luoghi lontani, dell’Anima del Mondo, del futuro. Il vecchio sapeva del sogno. “Tu cerchi di vivere la tua leggenda Personale, e stai per perdere” disse al giovane, aprendogli gli occhi.

E’ questa la scintilla che spingerà Santiago a vendere il gregge, sua unica certezza e ad attraversare l’immenso deserto, nella speranza di raggiungere le Piramidi d’Egitto, realizzando così la sua Leggenda Personale.

Ma Paulo Coehlo (1947), scrittore e poeta brasiliano, non si limita a narrare il viaggio materiale di un giovane pastore. E dietro la semplicità del singolo filo narrativo che conduce la storia e la limpidezza del linguaggio si cela la profondità della sua opera, tanto simbolica quanto soggettiva. Il topos del viaggio si arricchisce di sfumature mistiche, del fascino delle filosofie orientali, pur continuando ad orbitare intorno al perno di una religiosità cristiana. Al fremere della vita nei mercati di cittadine nord africane si contrappone al silenzio del deserto. Azione e meditazione si alternano nella creazione un suggestivo chiaroscuro spazio-temporale. Con l’incedere della storia la meta si fa sempre più sfocata, mentre acquistano nitidezza i dettagli di un paesaggio che diventa tutt’uno con l’anima del protagonista (e del lettore).

Infiniti orizzonti e vergini dune accompagnano il cammino verso la scoperta dell’Anima del Mondo, punto cardine del racconto, in cui si manifesta l’influenza dell’ilozoismo orientale. La realtà che ci circonda è animata, e ci parla attraverso un linguaggio che solo l’Alchimista conosce, ma che ciascuno di noi può imparare. E’ un inno alla riscoperta di una sensibilità ormai sepolta dagli abbaglianti ed illusori vizi del nostro tempo. E’ il viaggio a cui ogni uomo tende, come ci rivela il vecchio Re di Salem: ‘Tutti, all’inizio della gioventù, sanno qual è la propria Leggenda Personale. In quel periodo della vita tutto è chiaro, tutto è possibile, e gli uomini non hanno paura di sognare e di desiderare tutto quello che vorrebbero veder fare nella vita. Ma poi, a mano a mano che il tempo passa, una misteriosa forza comincia a tentare di dimostrare come sia impossibile realizzare la Leggenda Personale.’

Ed il messaggio esistenziale dolcemente di insinua nel cuore del lettore, spingendolo a sentirsi parte del tutto che lo circonda, a vivere, nel più alto significato del termine, a godere di ogni istante, ad apprezzare i dettagli, dietro i quali si nasconde la vera essenza della bellezza, che è pur sì fugace e labile.

Un libro che, con la semplicità dello sguardo di un fanciullo, insegna l’arte della felicità.

P.S. Clicca QUI per il PDF del racconto!

M.C.

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“Un mercante mandò il figlio ad apprendere il Segreto della Felicità dal più saggio di tutti gli uomini. Il giovane camminò nel deserto per quaranta giorni finché giunse a un castello bellissimo, in cima a una montagna: là viveva il Saggio che il giovane cercava.

Invece di incontrare un sant’uomo, però, il nostro eroe si ritrovò in una sala affollata, dove si svolgevano tante attività contemporaneamente: mercanti che entravano e uscivano, persone che chiacchieravano in ogni angolo, un’orchestrina che suonava dolci melodie, e c’era una tavola riccamente imbandita con i piatti più deliziosi di quella regione del mondo. Il Saggio conversava con tutti, e il ragazzo dovette attendere due ore finché arrivò il suo turno. Il Saggio ascoltò con attenzione il motivo della visita del giovane, ma disse che in quel momento non aveva il tempo per spiegargli il Segreto della Felicità. Gli suggerì di fare un giro nel castello e tornare dopo due ore. «Però, voglio chiederti un favore», soggiunse il Saggio, consegnando al giovane un cucchiaino in cui versò due gocce d’olio. «Mentre cammini, dovrai trasportare questo cucchiaino senza versare l’olio».

Il giovane iniziò a salire e scendere le scalinate del castello, tenendo sempre gli occhi fissi sul cucchiaino. Dopo due ore, tornò al cospetto del Saggio.

«Allora», domandò il Saggio, «hai visto gli arazzi della Persia che sono nella mia sala da pranzo? Hai visto il giardino che il Maestro dei Giardinieri ha realizzato in dieci anni? Hai notato le bellissime pergamene della mia biblioteca?» Il giovane, vergognandosi, confessò di non aver visto nulla: la sua unica preoccupazione era stata quella di non versare le gocce d’olio che il Saggio gli aveva affidato.

«Allora torna indietro e scopri le meraviglie del mio mondo», disse il Saggio. «Non puoi aver fiducia in un uomo se non conosci la sua casa».

Così tranquillizzato, il giovane riprese il cucchiaino e tornò a passeggiare nel castello, questa volta prestando attenzione a tutte le opere d’arte appese alle pareti e sul soffitto.

Vide il giardino del Maestro dei Giardinieri, in perfetta armonia con le montagne all’orizzonte. Sentì il profumo di ogni singolo fiore. Ammirò le pergamene dei testi sacri, create da uomini con pazienza e devozione. Osservò che, nonostante il Saggio possedesse moltissime opere d’arte, era riuscito a distribuirle equamente in tutta la casa, così che ognuna potesse ricevere l’attenzione del visitatore.

Di ritorno al cospetto del Saggio, riferì dettagliatamente tutto ciò che aveva visto.

E il Saggio gli domandò: «Ma dove sono le due gocce d’olio che ti ho affidato? » Terrorizzato, guardando il cucchiaino, il ragazzo si rese conto di averle versate.

«Non preoccuparti», disse il più Saggio di tutti i Saggi, «tu sei venuto qui per un consiglio, e questo è tutto ciò che ho da dirti: “Il Segreto della Felicità sta nel guardare tutte le meraviglie del mondo senza dimenticare mai le due gocce d’olio nel cucchiaino” ».”

-Tratto da ‘L’Alchimista’ di Paolo Coehlo.

Primavera di legalità

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In attesa che voi ragazzi cominciate a scrivere in autonomia, mi fa piacere divulgare l’evento di oggi 21 marzo 2016.

Nonostante il grave disguido legato all’interruzione della fornitura idrica, siamo riusciti a svolgere uno splendido incontro legato ai temi della legalità.

Il nostro Dirigente Scolastico professoressa Adele Vitale e il professore Gennaro Romei hanno introdotto il giornalista e scrittore Francesco Gemito, autore del romanzo La rabbia e l’amore; il Vice Pretore onorario Tiziana Tomeo ha offerto a sua volta la sua testimonianza.

Dopo il doveroso omaggio a don Peppe Diana, abbiamo potuto ascoltare la storia di rabbia, amore e resurrezione di Francesco Gemito. Pur appartenendo ad una famiglia coinvolta nel sistema camorristico, egli ha trovato in se stesso, nella poesia e nella fede la forza per riscoprire valori autentici e dare un corso nuovo alla propria vita. E così oggi, a 47 anni, gira per le scuole e gli istituti di pena minorili per raccontare la propria esperienza e comunicare fiducia e speranza.

L’unico rammarico è che l’incontro si sia dovuto concludere in anticipo a causa dell’ emergenza idrica, perché avremmo voluto ascoltare ancora il contributo forte e coraggioso del nostro ospite.

Il messaggio è comunque giunto forte e chiaro: come ha ben suggerito il professore Romei, dobbiamo ricominciare ad indignarci e rifiutare i trasformismi politici di gattopardesca memoria, per i quali tutto cambia perché nulla cambi; il Vice Pretore Tomeo ci ha ricordato che dobbiamo coltivare i nostri sogni perché non esistono condizionamenti tanto potenti che possano impedirci di realizzarli, anche se potrà essere necessario un tempo più lungo; e nessuno più efficacemente dello scrittore Gemito poteva testimoniare che neppure una famiglia sgangherata e criminale può davvero segnare una vita, se non si permette che accada.

Non c’è bisogno di eroi (“Sventurata la terra che ha bisogno di eroi!” – faceva dire Brecht al suo Galileo), ma di gente normale, persone di buona volontà e passione, capaci della semplice limpidezza dell’onestà e dell’amore.

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Un ringraziamento alla fotografa che ha immortalato alcuni momenti importanti dell’incontro, Fabiana Tarsia di 1^ Q.

L’esperimento continua – Fase 2

children-305x175Care ragazze, cari ragazzi,

come alcuni di voi già sanno, nel nostro Laboratorio sta per partire un nuovo esperimento. Dopo la prima fase, in cui noi docenti vi abbiamo offerto spunti di riflessione e di dibattito sui libri che il Dipartimento vi ha assegnato da leggere, ora è tempo che siate davvero voi studenti i protagonisti.

Chiunque di voi abbia il desiderio di condividere con i compagni un libro, un film, un argomento che lo ha emozionato, coinvolto, stimolato – anche al di là di ciò che viene proposto a scuola – non deve fare altro che comunicare il proprio indirizzo di posta elettronica ad uno di noi amministratori e seguire la procedura che verrà indicata. Divenuti “contributori”, potrete scrivere i vostri pezzi che saranno pubblicati dopo l’approvazione di un amministratore.

Col tempo possiamo pensare anche di dare spazio a qualche saggio di scrittura creativa, se ci sarà tra di voi qualcuno che vorrà renderci partecipi di ciò che scrive (poesie, racconti…).

Se avete ulteriori proposte per rendere più interessante e costruttiva questa nostra esperienza on-line, non esitate a farcelo sapere: ogni suggerimento sarà sempre ben accetto!

Buon lavoro a tutti noi!