I video del Premio Napoli – 11&12

La domanda che assilla tutti i lettori dell’Arminuta. A nome dei ragazzi del Premio Napoli del nostro liceo, Margot Rullo di 4^P la pone all’autrice. Niente di più interessante che ascoltare dalla voce di Donatella Di Pietrantonio le ragioni delle sue scelte sulla trama.

 

 

I video del Premio Napoli – 9

Un altro salto all’indietro piacevole e istruttivo. Ascoltiamo una parte dell’intervento di Donatella Di Pietrantonio presso l’Istituto Pontano di Napoli in occasione della presentazione del romanzo L’Arminuta l’8 novembre 2017.

L’autrice descrive il doppio filo che lega scrittore e lettore ai significati di un libro.

Ogni storia è una storia d’amore

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L’esperienza di lettura e di emozioni del 6 dicembre in 3^X raccontata dalla protagonista, Sara Di Lauro.

“Ogni storia è una storia d’amore”. Quanta verità può esserci nel titolo di un libro? Una risoluzione a molti dei problemi e delle domande che da sempre attanagliano l’uomo. Nelle pagine del suo ultimo lavoro Alessandro D’Avenia narra o riporta le storie di 36 donne che hanno amato e ispirato uomini illustri: poeti, scrittori, scultori, pittori. Li salvano. Li salvano dalla possibilità di essere dimenticati, dall’inevitabile oblio che avvolgerà ognuno di noi. E ci riescono diventando delle Muse: l’uomo ama la sua donna e riesce a produrre opere d’arte.

Mi chiedo, allora, cosa è l’amore? Quando è vero o reale?

Le donne di D’Avenia non sono amate davvero. I loro uomini non amano loro, ma l’ispirazione che riescono a produrre grazie alle Muse. Ho posto questa domanda ai miei compagni di classe e abbiamo capito che l’amore (in qualsiasi forma esso si possa mai manifestare) salva. Il problema è che non sappiamo distinguere quando è vero da quando non lo è. Amore non è annullarsi, non è nemmeno vedere se stessi nella persona amata. Amore è bilanciarsi, vedere l’altro per quello che è e non condizionarlo ad essere qualcosa che non è e che non vuole essere. La passione porta a cancellarsi per chi si ama. Ma ‘passione’ non è ‘amore’, non lo è mai stato e mai lo sarà.

Da ciò ci siamo ricollegati alla violenza: quando l’amante ferisce l’amato? Siamo giunti a credere che le ferite vengono provocate quando qualcuno non riesce a bastarsi, pretende se stesso dall’altro, ma non lo trova. Allora si cerca di punire chi si dice di amare.

La soluzione sarebbe, quindi, ritrovare se stessi, prima di cercare qualcun altro. Dovremmo essere consapevoli di ciò che siamo, per cercare altro. Solo così possiamo incitare l’altro ad essere ciò che è, solo così possiamo sentirci protetti e pienamente noi stessi.

I video del Premio Napoli – 7

Torniamo al 20 ottobre, quando il nostro liceo ha ospitato Giuseppe Montesano, autore del saggio Lettori selvaggi in concorso per il Premio Napoli. Gli studenti coordinati dalla prof.ssa Persico hanno offerto più di un contributo stimolante a quella giornata. Ascoltiamo Giammarco Valentino di 5^P.

 

Nadežda o del vero amore

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Quest’anno la 3^X sta lavorando su racconti italiani e stranieri del Novecento: narrazioni brevi, capaci di condensare temi e drammi del nostro tempo e di tutti i tempi. Oggi la proposta del testo da leggere è venuta dalla studentessa Sara Di Lauro, che ha voluto proporci un racconto tratto dall’ultimo libro di Alessandro D’Avenia Ogni storia è una storia d’amore.

La storia di Nadežda, la moglie del poeta Mandel’štam perseguitato dal regime stalinista, è stata l’occasione per discutere di bellezza e poesia, di cosa sia il vero amore e di cosa lo renda distruttivo, di dignità e di rifiuto di ogni violenza.

Grazie all’intera classe, che non si tira mai indietro di fronte ad un dibattito, anche quando può essere difficile e perfino doloroso; e grazie in particolare alla giovane instancabile lettrice che ci ha suggerito intense riflessioni e profonde emozioni.

Interventi degli studenti su “L’altra madre” di Andrej Longo – 5

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L’ultima recensione del romanzo di Andrej Longo ce la regala Mery Grieco di 4^P.

Considero L’altra madre un libro che ti travolge, che devasta il tuo animo. A primo impatto leggendo il titolo mi aspettavo un libro del tutto diverso, infatti per capire chi è davvero l’ “altra madre” si deve entrare nel vivo della storia. Il libro descrive la vita di due famiglie con un modo di vivere completamente diverso. Genny ha sedici anni, lavora in un bar di via Toledo e porta il motorino come un vero professionista. Possiamo considerarlo come un classico scugnizzo napoletano che farà di tutto pur di essere accettato da persone che lui ritiene importanti. Poi c’è sua madre che ha quaranta anni ma ne dimostra molti di più in quanto un tumore le sta divorando la vita e l’anima. La scena poi si sposta su un’altra famiglia. Tania di anni ne ha quindici e come tutte le ragazzine di quest’età sogna soprattutto di indossare vestiti costosissimi come quelli nelle vetrine del Vomero. E infine c’è sua madre Irene, una poliziotta il cui scopo è proprio quello di fermare le persone come Genny, ma prima di tutto una madre che ama con tutta se stessa sua figlia.
Arriva poi un giorno, un terribile giorno, in cui queste storie si intrecciano. Mentre Tania osserva quale vestito indossare per una festa, Salvatore (un amico di Genny) lo spinge a guidare il motorino mentre lui “scippa” la borsa a qualche povero sfortunato. Quel giorno tocca proprio alla povera Tania che per difendere la sua borsa cade all’indietro e batte la testa morendo sul colpo. La mamma che è di servizio da quelle parti si trova proprio dinanzi al corpo senza vita della figlia. Da qui il libro è sconvolgente, il dolore di questa mamma viene descritto così bene da suscitarmi emozioni tali che ogni qual volta  ci penso qualche lacrima riga la mia guancia. La voglia di scoprire chi ha ucciso sua figlia è tanta, e quando scopre il colpevole decide di punirlo da sola. Il dolore la porta alla pazzia ma è proprio grazie a questa pazzia che lei riesce ad entrare nel mondo di Genny facendole capire che in realtà è un ragazzino debole. Con lui il fato è stato da una parte crudele perché gli ha rubato una mamma e un papà negli anni in cui un adolescente ne ha più bisogno, ma dall’altra parte gli ha donato un’altra madre, una madre adottiva ma che gli darà tutto l’amore che non ha potuto donare alla sua figlia biologica.