Amici della Lettura e del Premio Napoli all’Open Day

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Sabato 20 gennaio, a partire dalle ore 16.00, si è tenuto l’Open Day del nostro liceo. Una manifestazione ricca e variegata, colorata, spiritosa ma anche molto accurata, ha accolto famiglie e giovanissimi allievi delle scuole medie. Anche il nostro progetto ha avuto il suo spazio, con gli studenti di 1^ e 4^ P che lo hanno illustrato emozionati. L’aula si è riempita più volte e diverse famiglie si sono mostrate interessate e ammirate dalle relazioni dei ragazzi.

Una carrellata di foto (di Manuela Puzio, 4^P) e video ripercorre la faticosa, ma bella e intensa serata. Grazie ai ragazzi Margot Rullo, Alessandra Lido, Fabiola Petrellese di 4^P e Gelsomina Laezza di 1^P, che in tempi da record hanno approntato i loro interventi. Grazie alla Funzione Strumentale, prof.ssa Cinzia Russo, ai tecnici e a tutti coloro che, disponendo anch’essi di tempi strettissimi, hanno reso  materialmente possibile questo evento. E, in realtà prima fra tutte, grazie alla nostra Dirigente, prof.ssa Adele Vitale, che crede in noi e nel nostro lavoro.

Interventi degli studenti su “La strana malattia di Pasqualino” di Vittorio Mazzone – 3

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È la volta di Tonia Orefice di 1^ P condividere le sue impressioni sul romanzo di Vittorio Mazzone.

Titolo​: La strana malattia di Pasqualino
Autore​: Vittorio Mazzone
Anno di pubblicazione: ​2014
Casa editrice: ​Edizioni Scientifiche Italiane

Vittorio Mazzone, docente di lettere dal 1971 al 1994 e successivamente dirigente scolastico, insieme alla sua attività di educatore ha contribuito alla fondazione di associazioni culturali e sociali, quali “Centro di Promozione Culturale INSIEME”, “Sezioni di Afragola e Casoria di LIBERA e dell’ANPI” ​che si sono caratterizzate per la diffusione della cultura della Legalità e dei valori della Resistenza e della Costituzione. È stato Consigliere Comunale di Afragola ed Assessore nei Comuni di Afragola e Casoria. Nel 2015 ha curato la pubblicazione del saggio Con la Resistenza nel cuore.

Il libro narra la storia di Pasqualino Vitiello, ex operaio napoletano settantenne che, durante una cena in famiglia, avverte degli irrefrenabili conati di vomito causati principalmente da eventi e comportamenti contrastanti con i suoi valori. Ma questo si scoprirà successivamente quando i suoi familiari, seriamente preoccupati per il ripetersi di tali episodi, decidono di rintracciare il professor Strindberg, capo del gruppo di ricerca
svedese che ha risolto lo stesso caso del signor Pasqualino.

Penso che il libro sia stato un ottimo mezzo per poter riflettere sulla realtà che ci circonda. Con questo racconto abbiamo potuto capire che se non curiamo la nostra città e il nostro modo di fare, ciò può riflettersi in qualche modo anche sulla nostra persona.

I passaggi che ho preferito sono: ​«La disabilità, a volte, fa paura… in realtà, basterebbe un sorriso… già, un semplice, innocuo, splendido sorriso… se incontrate una famiglia con disabile, sorridete, salutate, vi ripagheranno allo stesso modo… Imparate a non fare quello sguardo indagatorio e compassionevole che sa tanto di inquisizione e mette ancora più in difficoltà la famiglia… non giratevi dall’altra parte, o fate finta di niente… Ma sorridete… sorridete.» (pag. 43)
«Sarà pure un’illusione, la nostra» ribattè pronta Giuliana, «ma noi abbiamo tutte le ragioni per provare a sperare». (pag 45)
«Qual è il nostro sogno? Riflettiamo: vogliamo vivere in una città a misura d’uomo, in un ambiente sano e bello, dove si possa lavorare, studiare, giocare, fare cultura e stare insieme. Nella città che sogniamo c’è posto per tutti: le differenze d’età, di genere, di etnia, di condizioni fisiche e sociali non dovrebbero costruire occasioni di divisione, ma rappresentare possibilità di arricchimento per tutti. Cosa possiamo fare perché questo sogno divenga realtà? Dobbiamo uscire dai nostri egoismi, provare a pensare e operare nella logica del noi e spingere tutti a partecipare, facendo vivere la democrazia» (pag. 49)

«Quando la sfiducia ci prende e vorrebbe spegnere in noi qualsiasi speranza di cambiamento, dobbiamo farci forza e ricordarci di quanti prima di noi hanno sofferto, hanno lottato, ma non si sono arresi» (pag. 62-63)
«La speranza di cambiamento, se si riduce a un sogno e non si traduce in impegno concreto per la sua realizzazione, finisce per allontanarci dalla realtà. Noi, invece, abbiamo bisogno di una speranza che ci dia la spinta giusta per agire nella realtà e trasformarla in meglio» (pag 84)
«E alla fine abbiamo compreso che poiché la salute delle persone dipende molto dalla qualità del mondo in cui vivono, se vogliamo combattere davvero tante malattie che ci affliggono dobbiamo poter vivere in un mondo nuovo, dove regnino l’amicizia e l’amore e non ci sia il male causato da guerre, ingiustizie, corruzioni e violenze. Ma abbiamo compreso anche che questo mondo nuovo non ce lo regalerà nessuno e dovremo conquistarcelo con l’impegno e la responsabilità di ciascuno di noi, animati dalla gentilezza che altro non è che l’amore per la bellezza e rispetto per la natura e per tutti gli altri esseri viventi diversi da noi» (pag. 145-146)

Interventi degli studenti su “La strana malattia di Pasqualino” di Vittorio Mazzone – 2

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Anche Laura Falco, di 1^P, ci regala la sua recensione al romanzo di Vittorio Mazzone con la freschezza della sua giovanissima età.

Il libro La strana malattia di Pasqualino è stato scritto da Vittorio Mazzone con commento di Alex Zanotelli.

Vittorio Mazzone, docente di Lettere dal 1971 al 1994, è un mio compaesano, che ha svolto anche le cariche di consigliere comunale ad Afragola e di assessore nei comuni di Afragola e Casoria. Nel 2015 ha curato la pubblicazione del saggio Con la resistenza nel cuore.

Alex Zanotelli è un religioso e missionario italiano che fa parte della comunità missionaria dei Comboniani. È l’ispiratore e il fondatore di diversi movimenti italiani tesi a creare condizioni di pace e di giustizia solidale. È direttore, sin dalle origini, della rivista non violenta “Mosaico di pace”. Oggi padre Alex vive nel difficile rione Sanità di Napoli e ha un solo obiettivo di fondo: «aiutare la gente a rialzarsi, a riacquistare fiducia».

Il libro parla della famiglia Vitiello, più nello specifico di Pasquale che ad un certo punto, vedendo o sentendo cose che sono in contrasto con i suoi valori, comincia ad avere ripetuti attacchi di vomito. Il testo segue lo schema dell’ intreccio, perché comincia subito con un flashback per far capire al lettore come Pasquale e la moglie, Antonietta, si sono conosciuti e per dare informazioni sul passato e sul carattere dei personaggi. Antonietta vede che il marito è cambiato, tende sempre più ad isolarsi e a parlare meno. La comunicazione in famiglia, anche con i figli Giuliana e Salvatore, diventa sempre più complicata. Una sera, mentre tutta la famiglia è riunita a cena, il signor Pasquale Vitiello comincia a tossire fortemente e all’ improvviso ha conati di vomito. Questa cosa si ripete anche altre volte e in contesti differenti, ma nessuno, nemmeno i dottori, riescono a capire quale sia la sua malattia. Fin quando, un giorno, un medico svedese che già aveva curato un caso analogo nel suo paese, avvertito di quegli episodi, giunge a Napoli. Il medico dice che un modo per far guarire Pasquale c’è, dovrebbe vivere in un mondo di gentilezza perché non riesce a sopportare ingiustizie, cattiverie e meschinità. Quindi il protagonista viene portato in una parte dell’ ospedale allestita ad appartamento apposta per lui, dove dovrà passare i mesi successivi in compagnia della moglie, lontano da quel mondo che lui proprio non riesce a sopportare. In questo periodo di tempo i figli e tutto il quartiere Stella si danno da fare. Formano un comitato di quartiere e tutti insieme, aiutati anche dai coniugi Vitiello, riescono ad abolire molte ingiustizie e a fare pian piano del quartiere Stella un posto migliore.

Ho trovato questo libro molto bello e interessante, siccome parla di cose che si vivono nel quotidiano. Ormai noi giovani non ci rendiamo più conto di cosa è giusto e facciamo le cose perché sono semplici o alla moda, non pensando agli ideali positivi, quelli che potrebbero farci vivere in un posto migliore. Se dovessi immedesimarmi in uno dei personaggi, direi Pasquale, ma non perché è il protagonista, ma perché anch’ io come lui, come tutti, ho degli ideali, ma vedendo cose che sono in contrasto con essi rimango zitta, osservando e soffrendo in silenzio per tutto ciò che accade, senza però farmi influenzare negativamente e rimanendo me stessa, sempre. Leggendo questo libro sono arrivata alla conclusione che bisogna sempre combattere per i propri ideali, ovviamente per quelli seri, che fanno stare bene non solo me, ma l’intera comunità: magari chissà, un giorno potremmo realmente vivere in un mondo di gentilezza. Nessuno si accorge di ciò che sta vivendo il vicino, le persone che sono intorno, anche se cercano di dimostrare i loro disagi in piccole cose. Nel caso di Pasquale infatti la famiglia non riusciva a capire che cosa aveva, è stato il dottore a capire che quella di Pasquale non era una vera e propria malattia ma un “atto di rifiuto” verso la società.

I brani del libro che più mi sono piaciuti sono:
«Quanti tradimenti, quanti voltafaccia. Quanta gente si è venduta l’anima e per quattro soldi si è messa sotto i piedi la dignità» (pag. 45). Questa frase mi ha fatto pensare molto perché tante persone non pensano più alla propria dignità e a quella altrui e fanno cose sbagliate che inizialmente possono sembrare giuste, anche per guadagnare soldi, non pensando quante persone potrebbero far soffrire se non anche loro stessi.
«Lo sport ha una grande funzione formativa, è la metafora della vita» (pag. 37). Questa frase mi è piaciuta tanto perché oltre a essere io una sportiva, ho sempre detto che appunto lo sport ha una funzione formativa importante nella vita delle persone. Oltre a beneficare il fisico, aiuta nella crescita mentale e psicologica, a relazionarsi con gli altri e alcune volte può avere un ruolo molto importante. Per esempio Giuseppe (pag. 95), un altro personaggio del libro, grazie allo sport è riuscito ad uscire dalla malavita e a realizzarsi.

Interventi degli studenti su “La strana malattia di Pasqualino” di Vittorio Mazzone – 1

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Il primo intervento che pubblichiamo ha una giovanissima autrice, Martina Faraldo, della classe 1^P.

La strana malattia di Pasqualino

• Prima pubblicazione: 2017
• Autore: Vittorio Mazzone
• Sezione: Romanzi

Vittorio Mazzone ha ricoperto il ruolo di Docente di Lettere per molti anni della sua vita, per poi diventare Dirigente Scolastico. Ha sempre dedicato la sua vita a movimenti culturali e sociali, contribuendo all’attivazione di una rete di associazioni che si sono caratterizzate per la diffusione della cultura della Legalità e dei valori della Resistenza e della Costituzione. È stato anche uno sportivo, infatti ha giocato a rugby e nel 1983 ha fondato la Società sportiva Rugby Afragola. È stato Consigliere Comunale di Afragola ed Assessore nei Comuni di Afragola e Casoria. Infine, nel 2015 ha curato la pubblicazione del saggio Con la Resistenza nel cuore.

Il romanzo parla del complesso di drammi, ingiustizie e speranze che caratterizzano il nostro tempo. Presenta un’introduzione scritta da Alex Zanotelli, il Padre Missionario Comboniano da sempre al fianco degli ultimi, prima nel cuore dell’Africa ed oggi a Napoli nel quartiere popolare della Sanità, ferito da tante sofferenze sociali e dal predominio della camorra.
Per Pasquale Vitiello, il protagonista di questo libro, adeguarsi alla realtà moderna si rivela essere un grande problema. Da ex operaio napoletano settantenne con un passato di sindacalista, conserva stretti nel cuore gli ideali giovanili ed è tanto infastidito dalle furbizie e dalle cattiverie del giorno d’oggi che, ad un certo punto della sua vita, in presenza di parole, eventi e comportamenti contrastanti con i suoi valori e pensieri, avverte nel suo animo un sentimento pressante di repulsione che si tramuta ben presto in nausea, seguita da irrefrenabili conati di vomito. I suoi familiari, seriamente preoccupati per il ripetersi di tali episodi, lo ricoverano in ospedale, dove, però, nessuno dei medici riesce a spiegarsi le cause di tali sconvolgimenti in una persona che risulta in perfetta salute. Il caso del Signor Pasquale diventa molto popolare, tanto da parlarne anche in TV. Dopo tante terapie inutili, improvvisamente, si accende una speranza nell’apprendere che un caso analogo è stato risolto brillantemente in Svezia, dove si è scoperto che quella del signor Pasquale è una malattia rara che colpisce l’area del cervello deputata alla tolleranza e alla socializzazione. Giunge quindi a Napoli il professor Strindberg, capo del gruppo di ricerca svedese, che dopo aver incontrato l’ammalato pronuncia alcune espressioni apparentemente oscure, come: «La sua completa guarigione sarà, comunque, l’avvento di un mondo nuovo» oppure «Il signor Pasquale ha bisogno di un mondo di gentilezza». Tutti i presenti. compresa la moglie del signor Pasquale, Antonietta, restano molto confusi dalle sue affermazioni, ma il significato sarà chiarito successivamente da un giovane medico napoletano, che farà capire a tutti il loro compito per agevolare la guarigione di Pasqualino.

Devo ammettere che la lettura di questo libro mi ha fatto molto pensare. Sono sempre stata abbastanza scettica e pessimista riguardo il migliorare della nostra società. E sembra anche ovvio pensarla così al giorno d’oggi con tutte le terribili notizie che sentiamo al telegiornale. Da piccola mi sentivo sempre un po’ come il signor Pasquale, in presenza di notizie orribili, ingiustizie o cattiverie, scoppiavo in lacrime. Ma con il passare del tempo, crescendo, sfortunatamente ho imparato a far finta di nulla, forse per evitare di pensarci troppo e sentirmi inutile. Ma come ci insegnano anche Salvatore, Giuliana, Alessio e tutte le persone coinvolte nel loro Comitato, nessuno è realmente inutile, ognuno nel suo piccolo può creare un cambiamento. Da oggi, grazie a questo lavoro, penserò più in positivo e avrò più speranza nel vivere in un mondo migliore.

Un giorno in biblioteca con l’autore

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Terminato il Premio Napoli, non si interrompono certamente le attività di lettura, scrittura e confronto del liceo Brunelleschi.

Il giorno 13 gennaio 2018 la Biblioteca Comunale di Afragola ha ospitato un evento culturale di grande importanza, con la presentazione e il dibattito intorno al romanzo La strana malattia di Pasqualino del professore Vittorio Mazzone. Con l’introduzione del nostro Dirigente Scolastico, la professoressa Adele Vitale, con il coordinamento dell’infaticabile e appassionata professoressa Lucia Persico, con gli interventi di tanti studenti del liceo e con la partecipazione dell’autore e di padre Alex Zanotelli, si è discusso di temi attualissimi e scottanti.

Per ora una carrellata di fotografie, per le quali ringraziamo Luisa Barbato di 1^D. Seguiranno video e interventi degli studenti.

I video del Premio Napoli – 19

Dalle raccolte di versi dei finalisti per la poesia Davide Rondoni (poi vincitore) e Francesco Scarabicchi ascoltiamo alcuni versi che parlano della vita dell’uomo, che è un «quasi nulla» estremamente affascinante, grande nella sua piccolezza; e altri versi dedicati all’Italia che abbiamo tradito «prima ancora di farlo».

I video del Premio Napoli – 18

Un altro momento importantissimo della serata conclusiva del Premio Napoli è stato quello dell’assegnazione del Premio Cultura al Maestro di Strada Cesare Moreno. La vera inclusione civile e culturale passa per l’abbattimento delle barriere socio-economiche e ambientali.