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Adelaide Russo di 1^X ha voluto condividere la sua recensione del libro Te lo racconto di Giulia Campece. Giovani lettori crescono.

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Il libro non presenta un’unica trama, bensì un insieme di racconti di cronaca, favole e leggende adatti a tutte le età e ambientati in Campania, in epoche indefinite o contestualizzate storicamente.
Gli episodi narrati, oltre a coinvolgere ed incuriosire il lettore, forniscono a quest’ultimo argomenti importanti sui quali riflettere e porsi delle domande, come il bullismo per quanto riguarda Il branco e il brutto anatroccolo o la discriminazione per ‘O Munaciello che, nonostante siano, come detto in precedenza, ambientati in un’epoca piuttosto distante da quella odierna, rispecchiano perfettamente ciò che vediamo accadere anche al giorno d’oggi.
La scrittura è molto semplice ma la lettura non procede in modo scorrevole, a causa della presenza della lingua napoletana, che per molti risulta difficile leggere. Per chi non comprende il dialetto, sono comunque presenti le traduzioni a fine pagina, anche se i modi di dire napoletani, tradotti, perdono di efficacia espressiva.
Nel complesso, il libro è piacevole e ci permette di comprendere il significato di numerosi proverbi sentiti dire dagli adulti, come “Casa accunciata, morte apparicchiata” riferito alla Bella ‘Mbriana.
È sempre un piacere scoprire informazioni nuove sulla nostra cultura e le nostre tradizioni.
Bellissime le illustrazioni dell’architetto Tommaso Arcella.

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